F C INTER – LA STORIA DI UN BAMBINO CHE NASCE ROMANISTA E POI DIVENTA INTERISTA

F c inter, la mia passione per questi colori, per questa squadra, ogni giorno diventa sempre più grande.

Questo spazio lo vorrei dedicare ad una delle mie tre grandi passioni, oltre il tennis e la realizzazione dei siti web, quella per la mia squadra del cuore, l’ f c Inter. Sicuramente vi state chiedendo, ma come? Sei di Roma e tifi Inter? Tranquilli! Questa domanda me la fanno tutti.

La mia prima volta allo stadio

Sono già passati 34 anni, avevo solamente 8 anni, ero tifosissimo della Roma e di Falcao, con la maglietta n. 5 appesa al muro della mia stanza. Mio padre ebbe la brillante idea di portarmi allo Stadio a vedere la partita Roma-Sampdoria, una pura formalità, almeno a vedere le rose delle due squadre. La mia prima volta allo stadio! Le intenzioni di mio padre erano proprio quelle di portarmi al “Battesimo dello Stadio”, per vedere la AS Roma che avrebbe stravinto contro una squadra che almeno sulla carta era molto piu’ debole.

Secondo voi come finì la partita?

Ho assistito ad una partita bellissima, a senso unico, proprio come me l’aveva descritta mio padre. Purtroppo per lui, però non fu la Roma a vincere, ma la Sampdoria con un netto 3-0. Tancredi, portiere dalla Roma, prese 3 goal parabilissimi e tutti sopra la testa. Da non credere. Rimasi talmente scioccato che decisi di cambiare squadra.

Il momento della scelta

Quale scegliere? La più forte? La più vincente? Beh, scelsi quella con il giocatore che ritenevo “il piu’ forte”, cioè Lothar Matthaus e Lothar militava nella gloriosa l’inter fc di Milano. Una squadra dal passato glorioso ma dal futuro roseo.

Gli anni da interista

f c interSono già passati 34 anni da quel giorno, da quella mia prima volta allo stadio. In tutti questi anni ho imparato ad amare questi colori, ci sono stati momenti brutti come quell’anno in lotta per non retrocedere, altri momenti molto più esaltanti costellati da scudetti e coppe. Non è facile essere interisti a Roma, infatti non sono mai andato a vedere l’f c inter a San Siro ma cerco di esserle vicino in qualche altro modo, come per esempio andarla a vedere quando gioca a Roma oppure facendomi l’abbonamento a Sky o Inter Channel.

Non è assolutamente vero che si può dire di essere tifosi dell’Inter sono se si è abbonati in curva Nord o se si va tutte le domeniche allo Stadio. Si è tifosi anche se segui sempre la tua squadra del cuore in TV o se la senti per Radio, l’importante è la passione e l’amore che provi ogni volta che vedi la palla oltrepassare la linea di porta o quando senti l’inno. Non mi sono mai pentito di essere diventato interista e cercherò di trasmettere questa mia passione anche ai miei due figli, Aurora e Mattia. Certo, in famiglia sono tutti romanisti, quindi non sarà facile, ma ci dovrò riuscire assolutamente.

Il momento del delirio – l’Inter del Triplete

TRIPLETEDa tifoso interista posso dire che siamo stati i primi, anzi, la prima squadra italiana a vincere il Triplete.. Un giorno indelebile, meraviglioso. Quell’annata è stata spettacolare. Mourinho aveva creato una squadra di eroi, una squadra di combattenti che avrebbero vinto contro chiunque. Eto’o e Pandev che facevano i terzini d’attacco la diceva tutta su che tipo di allenatore fosse lo “Special One”. Vincemmo lo scudetto in un testa a testa fino alla fine con la Roma, poi la Coppa Italia e infine arrivammo al 22 maggio 2010.

Quel giorno rimarrà impresso nella mia mente per sempre. L’Inter non vinceva la Champions League da 45 anni, ma arrivava a quella partita con i favori del pronostico dopo aver battuto Barcellona e Chelsea. Era rimasto da battere solo il Bayern Monaco di Robben e Ribery.

Non avevo paura, perche’ l’Inter con Milito, Cambiasso, Eto’o, Pandev, Stankovic e Sneijder era fortissima. Erano tutti giocatori anche un po’ avanti con l’età. Era un’occasione da sfruttare assolutamente.

E’ stato un delirio assoluto, vittoria netta per 2-0 con doppietta del principe Diego Milito e =Triplete” in bakeka, dopo scudetto e coppa italia, anche la Champions League. Prima e unica italiana ad averlo realizzato.

Essere tifoso interista a Roma non è facile ma la scelta che feci 34 anni fa, quella di passare dalla Roma all’Inter, quando ero un bambino che entrava per la prima volta in uno stadio, è una scelta che rifarei altre 1.000 volte.